Rinegoziare l’archivio
Fotografia vernacolare tra collaborazione, cura e restituzione
Workshop con Martina Bacigalupo, fotografa, foto editor per “Le Monde”
Il workshop invita i partecipanti a confrontarsi con le possibilità – ma anche con le implicazioni etiche – del lavoro sugli archivi, in linea con la riflessione proposta da On Ethics. Partendo da progetti sviluppati a partire da materiali eterogenei – collezioni personali, fotografie di famiglia, documenti ufficiali, ritratti in studio o immagini anonime e dimenticate – ogni partecipante sarà chiamato a interrogare non solo il potenziale narrativo dell’archivio, ma anche le condizioni della sua esistenza, circolazione e riattivazione.
I progetti portati dai partecipanti costituiranno il punto di partenza del lavoro collettivo. Attraverso momenti di confronto, di editing e analisi condivise, il gruppo esplorerà strategie per leggere, organizzare e trasformare i propri lavori in nuove forme narrative. Il processo non si limiterà alla costruzione di storie, ma metterà al centro domande cruciali: chi ha prodotto queste immagini? In quale contesto? Con quale consenso? E cosa significa oggi riutilizzarle?
Il workshop invita a riflettere sulla propria narrazione, che può assumere forme diverse – dal racconto intimo alla ricerca storica, dal libro fotografico alla mostra o al progetto concettuale – ma necessita comunque una riflessione critica sul ruolo dell’autore e sulle responsabilità legate all’uso di immagini altrui.
Nel suo lavoro, Martina Bacigalupo ha spesso indagato archivi incompleti, marginali o problematici, mettendo in discussione l’idea di immagine come documento neutro e lavorando su processi di sottrazione, recupero e riscrittura. Durante il workshop condividerà esempi tratti dalla sua pratica per mostrare come un archivio possa essere attivato senza essere semplicemente appropriato, ma piuttosto interrogato – interrogandoci, decostruito – decostruendoci e infine restituito a nuove letture.
Particolare attenzione sarà dedicata alla nozione di archivio come “campo di forze”: uno spazio in cui si costruiscono gerarchie, si producono significati e si riflettono relazioni di potere. In questo senso, il workshop incoraggia lo sviluppo di pratiche consapevoli, capaci di evitare semplificazioni, stereotipi o letture estrattive, favorendo invece approcci collaborativi e responsabili.
Il workshop è aperto a fotografi, artisti, ricercatori, studiosi e a chiunque sia interessato al rapporto tra immagini, memoria e narrazione. Non è richiesta esperienza pregressa, ma è fondamentale portare con sé un proprio archivio – anche parziale o frammentario – e la volontà di farlo rivivere oggi di vita nuova.
DURATA
10 ore
QUANDO
Sabato 20 giugno (10.00-13.00 / 14.00-18.00)
e Domenica 21 giugno (10.00-13.00)
DOVE
Castello di Guiglia
Via G. di Vittorio, 2 – Guiglia (MO)
COSTO
150 € (costo di affiliazione all’associazione GU.PHO. incluso) / 135 € per i soci
Sono disponibili convenzioni per pasti e pernottamento
COSA PORTARE
– il vostro computer portatile
– materiale d’archivio in forma cartacea
– progetti/dummy personali (non obbligatori, ma consigliati)
INFO E PRENOTAZIONI
+39 339 8029628 (Marcello)
gupho.festival@gmail.com
*** Il workshop sarà avviato al raggiungimento del numero minimo di partecipanti (5). Qualora il numero non dovesse essere raggiunto, gli iscritti saranno notificati via email entro mercoledì 17 giugno e riceveranno un rimborso totale della quota di iscrizione versata. ***
Il workshop invita i partecipanti a confrontarsi con le possibilità – ma anche con le implicazioni etiche – del lavoro sugli archivi, in linea con la riflessione proposta da On Ethics. Partendo da progetti sviluppati a partire da materiali eterogenei – collezioni personali, fotografie di famiglia, documenti ufficiali, ritratti in studio o immagini anonime e dimenticate – ogni partecipante sarà chiamato a interrogare non solo il potenziale narrativo dell’archivio, ma anche le condizioni della sua esistenza, circolazione e riattivazione.
I progetti portati dai partecipanti costituiranno il punto di partenza del lavoro collettivo. Attraverso momenti di confronto, di editing e analisi condivise, il gruppo esplorerà strategie per leggere, organizzare e trasformare i propri lavori in nuove forme narrative. Il processo non si limiterà alla costruzione di storie, ma metterà al centro domande cruciali: chi ha prodotto queste immagini? In quale contesto? Con quale consenso? E cosa significa oggi riutilizzarle?
Il workshop invita a riflettere sulla propria narrazione, che può assumere forme diverse – dal racconto intimo alla ricerca storica, dal libro fotografico alla mostra o al progetto concettuale – ma necessita comunque una riflessione critica sul ruolo dell’autore e sulle responsabilità legate all’uso di immagini altrui.
Nel suo lavoro, Martina Bacigalupo ha spesso indagato archivi incompleti, marginali o problematici, mettendo in discussione l’idea di immagine come documento neutro e lavorando su processi di sottrazione, recupero e riscrittura. Durante il workshop condividerà esempi tratti dalla sua pratica per mostrare come un archivio possa essere attivato senza essere semplicemente appropriato, ma piuttosto interrogato – interrogandoci, decostruito – decostruendoci e infine restituito a nuove letture.
Particolare attenzione sarà dedicata alla nozione di archivio come “campo di forze”: uno spazio in cui si costruiscono gerarchie, si producono significati e si riflettono relazioni di potere. In questo senso, il workshop incoraggia lo sviluppo di pratiche consapevoli, capaci di evitare semplificazioni, stereotipi o letture estrattive, favorendo invece approcci collaborativi e responsabili.
Il workshop è aperto a fotografi, artisti, ricercatori, studiosi e a chiunque sia interessato al rapporto tra immagini, memoria e narrazione. Non è richiesta esperienza pregressa, ma è fondamentale portare con sé un proprio archivio – anche parziale o frammentario – e la volontà di farlo rivivere oggi di vita nuova.