di Matteo Ferrari
Un’idea, nata un po’ per caso, diventa un progetto fotografico, dai risvolti antropologici curiosi e interessanti: una sorta di “monogamia” – quella con la propria auto – che alcuni possessori portano avanti per decenni, invecchiando insieme al mezzo meccanico, che viene così, poco a poco, assumendo quasi un’anima.
La ricerca dei soggetti avviene principalmente in due modi: l’autore lascia piccoli messaggi su ogni vecchia auto che vede in giro per la città; di tanto in tanto ferma anche le persone alla guida di queste veterane. Inoltre parla del progetto a tutti quelli che conosce, chiedendo loro di indagare in famiglia e, a loro volta, di spargere la voce tra parenti e amici. Poi avviene l’incontro, per immortalare il trascorrere del tempo in questa particolare simbiosi, di fatto, tra uomo e macchina: nel lasso di tempo che intercorre tra “ieri e oggi”, infatti, si intrecciano le avventure e i ricordi di un’intera esistenza.
Automotive Monogamy – rivolto agli amanti della fotografia e dello spirito umano – raccoglie le storie delle persone che si celano dietro ogni vettura, raccontando sia visivamente – grazie ai suoi scatti raccolti in Italia, Argentina e Regno Unito – sia attraverso i brevi testi che li accompagnano, le loro singolari e spesso epiche vicende.

Matteo Ferrari
Inizia a fotografare a dieci anni e da allora la fotografia diventa parte della sua vita, prima come passione e poi come professione. Lavora come fotografo di moda per quindici anni tra Milano e Parigi, prima di trasferirsi in Costa Rica, dove vive e lavora attualmente.
Nella sua carriera non ha mai smesso, oltre ai lavori commissionati per riviste importanti, di occuparsi dei propri progetti personali e ha preso parte a più di venti mostre in tutto il mondo. Nel 2014, con un gruppo di amici, fonda Gigantic, una galleria indipendente a Milano. È anche uno dei due fondatori, con Luca Merli, di Onde Nostre, un progetto video sul surf che ha vinto numerosi premi in diversi festival internazionali del settore.