Ricreazione

di Marco Lanza

Decine di migliaia di scatti anonimi compongono un corpus eterogeneo di ritratti e istantanee databili dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta. Questo materiale, privo del rigore documentario tipico degli archivi istituzionali, ha garantito all’artista libertà d’azione, permettendogli di intervenire sulla materia senza il timore di profanarne la memoria storica.

Lanza ha operato una reinquadratura sistematica, un’operazione chirurgica e irreversibile che trasforma lo scatto vernacolare in un oggetto estetico autonomo. Il lavoro produce un doppio risultato: il frammento scelto, elevato a nuova composizione, e l’apparente scarto, dispositivo visivo che, grazie al vuoto che lo riempie, trae forza narrativa dalla propria assenza e rimane come un’opera strutturalmente aperta.

Nella serie delle sovrapposizioni, l’indagine si sposta poi sulla stratificazione materiale e concettuale. Qui, pile di fotografie lasciano visibile solo il primo piano e i margini esterni delle immagini sottostanti, evocando l’impossibilità di scavare a fondo nelle micro-storie altrui.

Con Ricreazione, Marco Lanza non si limita a riciclare immagini abbandonate, ma ne riscatta la potenza formale, trasformando la superficie fotografica in materia prima per un nuovo, inedito paesaggio dell’immaginario.

Marco Lanza

Marco Lanza, nato a Firenze dove vive e lavora, inizia giovanissimo a interessarsi alla fotografia, sviluppando fin da subito una ricerca artistica che lo porterà a esporre in Italia e all’estero. I suoi lavori sono pubblicati su riviste internazionali fra cui “The Sunday Times”, “Le Monde”, “Die Zeit”, “Creative Review”. Autore dei volumi The Living Dead, Velatura e Depositi. Nel 2005 fonda con il fratello Saverio, musicista, il duo Pastis: un progetto di videoarte che fonde video, fotografia e musica.

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